LUISSdebates

Tra innovazione, semplificazione e vincoli europei, quale finanza e fisco per lo sviluppo?

Debater

Giorgio Di Giorgio
Professore Ordinario di Teoria e politica monetaria

Co-Debater

Pietro Reichlin
Professore Ordinario di Economia politica

ABSTRACT

Da circa 25 anni il nostro paese cresce meno della media dell’area Euro (oltre che degli USA).
Da ben prima delle crisi finanziarie dei mutui subprime e dei debiti sovrani, dunque, il paese è in difficoltà, afflitto da una serie di problemi strutturali che vanno da una ridotta produttività a un forte peso e lentezza della burocrazia, un Sistema finanziario eccessivamente centrato sulle banche, una ridotta dimensione media di impresa, una giustizia inefficiente, un Sistema fiscale decisamente non friendly e altro ancora.
Il tema del dibattito odierno è centrato sul ruolo della finanza e del fisco come leve principali per far ripartire un percorso di crescita.
Una prima posizione, nel dibattito, richiede un maggior coinvolgimento degli azionisti nella struttura di capitale delle imprese. Questo al fine di dimostrare un pieno allineamento degli interessi e ridurre i costi legati a un eccessivo indebitamento, in particolare nei confronti del settore bancario, un fenomeno probabilmente in parte responsabile della difficile situazione del paese in termini di NPLS.
Secondo questa posizione, il fisco dovrebbe incentivare maggiori investimenti in capitale di rischio, sia direttamente che indirettamente, attraverso ad esempio aliquote ridotte anche per i ritorni di investimenti in fondi di venture capital o private equity.
La seconda posizione, meno articolata, e’ quella che invece sostiene una forte semplificazione fiscale “erga omnes”, la proposta sulla flat tax potrebbe esserne un esempio, come principale leva su cui puntare per far riaprtire l’economia, grazie al sostegno agli investimenti ma anche ai consumi che un tale intervento stimolerebbe.
La questione su cui chiedere quindi un parere a chi interverrà potrebbe essere: ritenete che una semplifcazione e una riduzione fiscale generalizzata sia più efficiente di un intervento esplicitamente mirato a stimolare l’aumento del capitale di rischio nelle imprese del paese ai fini di una ripresa del percorso di sviluppo?
Il dibattito dovrebbe analizzare ovviamente anche i vincoli impliciti nell’accoglimento di una proposta del tipo flat tax su altre misure di politica economica (spending review, patrimoniale...) così come i nuovi strumenti finanziari disponibili per le imprese grazie all’innovazione tecnologica (crowdfunding, peer to peer lending etc...).