LUISSdebates

Controllo o solidarietà? Come governare le migrazioni

Debater

Gianfranco Pellegrino
Professore di Filosofia politica

Moderator

Raffaele Marchetti
Professore di Relazioni internazionali

Co-Debater

Alfonso Giordano
Professore Associato di Geografia politica

ABSTRACT

La definizione e la gestione del limes europeo hanno storicamente costituito un esercizio geopoliticamente complesso. Lo scenario di riferimento nell’ultimo decennio è stato sicuramente rappresentato dalla frontiera euro-mediterranea messa sotto pressione dalle ripetute cosiddette “emergenze migratorie”. Una geopolitica frontaliera imperniata, in particolare, sul ruolo dei paesi situati nei punti geograficamente più favorevoli per l’attraversamento confinario.
È difficile valutare in quale misura le ricorrenti crisi migratorie siano da imputarsi a fattori esogeni come Stati falliti, conflitti militari e civili, crolli economici, disastri ambientali, o endogeni quali controllo delle frontiere, gestione dei flussi, politiche d’integrazione, economie ristagnanti dei paesi di accoglienza. Certamente l’aumento dei flussi registrato negli ultimi anni ha avuto carattere “eccezionale” rispetto alla media degli arrivi nel decennio precedente, ma occorre chiedersi se esso sia stato tale da motivare la sequenza di azioni unilaterali di rafforzamento dei controlli ai confini nazionali intraprese da numerosi paesi europei. In altre parole, vi è da chiedersi se l’attuale impasse geopolitica alle periferie mediterranee dell’Europa dipenda da una “crisi delle politiche” piuttosto che solo da una crisi migratoria in senso stretto.
L’obiettivo principale perseguito dalle politiche europee nell’ultimo decennio è stato sostanzialmente quello di confinare quanto più possibile i movimenti migratori indesiderati ai margini dell’Europa, direttamente nei paesi terzi oppure negli Stati membri situati lungo la frontiera divenuta ormai comune. Ciò è stato attuato attraverso sia la stipulazione di una rete di accordi di cooperazione con i paesi terzi vicini sia con il rafforzamento delle regole del cosiddetto “Sistema Dublino”, che sin dal 1997 impongono ai paesi di primo arrivo l’onere dell’accoglienza dei richiedenti asilo.
Un simile modello era insostenibile, sia dal punto di vista giuridico sia da quello geopolitico, e i segni della sua crisi si sono appalesati già da diversi anni. La drammatica situazione umanitaria prodottasi tanto alle frontiere esterne di Schengen quanto ai confini interni tra Stati dell’UE, così come in molti centri per migranti nelle loro diverse tipologie, può ben rappresentare il senso della scadente risposta politica europea, o meglio di quella paesi europei, all’attuale crisi.