LUISSdebates

Élite vs popolo? Democrazie sotto pressione

Debater

Giovanni Orsina
Professore Ordinario di Storia contemporanea

Co-Debater

Pier Luigi Petrillo
Professore Ordinario di Diritto pubblico comparato

ABSTRACT

Ha ragione il popolo, o hanno ragione le élite?

Il popolo: Care élite, son cinquant’anni almeno che pensate soltanto ai fatti vostri, e di noi ve ne infischiate altamente.
Con la scusa che stavate ampliando i diritti individuali, avete distrutto le nostre strutture comunitarie e ci avete isolati l’uno dall’altro, impedendoci di difenderci collettivamente. Con la scusa che “non c’è alternativa” all’economia di mercato, ci avete gettato in pasto agli spiriti animali del capitalismo. Con la scusa che la globalizzazione è un fenomeno inarrestabile, ci avete aperto un mondo troppo vasto e complicato per noi.
Voi poi vi siete impadronite di tutti gli strumenti che vi servivano per godere dei diritti, fare spesa sul mercato, abitare il globo. Ve ne siete salite lassù al piano nobile, avete cominciato a usare un linguaggio astruso che capite soltanto voi, e non soltanto avete declinato ogni responsabilità nei nostri confronti, ma quando capita ci tirate pure in testa i noccioli di prugna.
E ci avete lasciato un pugno di mosche astratte: meravigliose possibilità che per noi non si trasformeranno mai in realtà, e che tanto più sembrano irriderci quanto più, dal basso della strada, ci tocca pure starvi a guardare mentre vi abboffate senza ritegno.

Le élite: Caro popolo, son cinquant’anni almeno che ti rifiuti non soltanto di starci a sentire e di seguirci, ma perfino di riconoscere che non soltanto abbiamo il diritto di esistere: non possiamo non esistere.
I diritti individuali te li abbiamo dati perché li hai chiesti tu. Il mercato te lo abbiamo dato perché non ti accontentavi di un televisore, ma ne volevi tre: uno per te, uno per la tua signora, e uno per i mocciosi che non eri in grado di educare. Quanto alla globalizzazione, poi: tuo nonno in vita sua è uscito tre volte dal suo comune, tua madre tre volte dall’Italia, mentre tu coi low cost ti sei girato mezzo mondo (inutilmente, ché tanto il tuo unico obiettivo era postare foto su Facebook).
Certo che il mondo si è fatto più difficile e complicato, ma questo è conseguenza di un progresso tecnologico che non possiamo controllare nemmeno noi. E poi questa complessità e questo progresso ti offrono pure opportunità straordinarie, facendo di te il popolo più fortunato della storia dell’umanità. Certo che noi ne approfittiamo di più e meglio, ci mancherebbe altro: siamo élite.
Ma tu sei sicuro di voler sfasciare tutto, per odio e invidia nei nostri confronti? Guarda che, se tu sfasciassi tutto, a noi andrebbe male, ma a te andrebbe molto peggio…